Supercharger: le ricariche veloci di Tesla

Le Supercharger sono le ricariche veloci che Tesla offre ai possessori dei propri veicoli elettrici, in grado di ridurre notevolmente i tempi di ricarica e di offrire un’integrazione del veicolo nell’ecosistema Tesla.
In Italia le vetture elettriche non hanno ancora conquistato una grande fetta di mercato, nonostante le numerose politiche per incentivare il loro acquisto, vedi le Leggi di Bilancio. Al di là di un cambiamento che deve essere culturale, a rendere il guidatore italiano scettico sulla mobilità elettrica è la mancata disponibilità di colonnine e il fatto che ogni vettura sia dotata di un sistema a parte.
Inoltre i veicoli elettrici hanno un prezzo molto alto (ad esempio il modello Tesla Model Y parte da 55.980 euro per la versione Long Range a trazione posteriore).

Partendo dal presupposto che l’elettrico rappresenta inesorabilmente il futuro della mobilità, l’azienda di Elon Musk ha aumentato per gradi la rete dei SuperCharger sul territorio nazionale.
Alessandria, Como, Roma ovest, Olbia, Oristano sono solo alcune delle città toccate da questa novità. (la presenza delle isole è molto interessante, perché fino ad oggi non erano state coinvolte).

Le ricariche Tesla hanno diversi vantaggi:

- il veicolo, partendo dalla destinazione, elabora il tragitto migliore tenendo conto dell’autonomia della ricarica.
- viene fatta una stima del tempo di sosta alla colonnina
- le stazione supercharger sono dislocate presso il tratto autostradale o all’interno di strutture quali hotel e centri commerciali così da agevolare il tempo della sosta.
Inoltre, al proprietario del veicolo non è richiesto il possesso di tessere e un’app: lo stallo di ricarica una volta collegato riconosce il veicolo e manda tutti i dati necessari al pagamento sull’account personale.
Tra gli svantaggi, è stato dimostrato che un utilizzo continuo dei supercharger danneggia la batteria; per questo Tesla stessa, dopo un tot di ricariche super rapide, ne diminuisce la velocità.

Auto: tornano gli incentivi per i veicoli a bassa emissione

Il Governo italiano al fine di sostenere il mercato dell’auto riconferma per il 2021 gli incentivi a favore dell’acquisto di veicoli a bassa emissione.
È possibile prenotare il bonus auto 2021 dal 18 gennaio. Tra gli acquisti incentivati non solo i veicoli elettrici e ibridi, ma anche gli euro 6 a motorizzazione termica. 

Come si ottengono gli incentivi?

Per accedere agli incentivi ci si dovrà affidare ai concessionari, che dalla data del 18 gennaio, hanno potuto prenotare il contributo sulla piattaforma dedicata del Mise.
La procedura di registrazione, secondo quanto dichiarato dal Mise, avviene in due fasi: nei primi giorni il venditore ha semplicemente registrato i propri dati identificativi, successivamente inserisce l’ordine e la prenotazione dell’incentivo.
Dalla richiesta si avranno poi fino a 180 giorni di tempo per la consegna del veicolo.
Inoltre sarà possibile controllare l’esaurimento delle risorse attraverso un contatore visualizzabile sul sito.

Ecobonus 2021 relativo alle categorie L, M, N

Dal gennaio 2021, come anticipato, sono disponibili oltre 700 milioni di euro per i cittadini per l'acquisto di veicoli a basse emissioni relativi sia alle categorie dei motocicli L1 e delle auto M1 sia alla nuova categoria dei veicoli commerciali N1.
Di norma i veicoli sono classificati in base alla massa massima, ovvero la somma delle masse del veicolo con o senza rimorchio, cioè a pieno carico tecnicamente ammissibile.
Le categorie contemplate sono:
-Categorie “M”: Veicoli a motore progettati e costruiti per il trasporto di persone, aventi almeno quattro ruote. Questa viene ulteriormente suddivisa in veicoli per il trasporto di persone aventi almeno 8 posti a sedere oltre al conducente, veicoli per il trasporto di persone e massa non superiore a 5 t e veicoli con massa superiore alle 5 t.
-Categorie “N”: Veicoli a motore progettati e costruiti per il trasporto di merci e aventi almeno quattro ruote; anche in questo caso è prevista un’ulteriore classificazione legata alle tonnellate.
I ciclomotori, i motocicli, a tre o quattro ruote appartengono alla categoria L.

Riviste le soglie per gli eco-incentivi

La piattaforma alla quale possono accedere i venditori è stata aggiornata con le modifiche per il 2021.
Infatti ai contributi già previsti dalla Legge di Bilancio 2019 e dai successivi decreti Rilancio e Agosto, si aggiungono ulteriori risorse per l’acquisto di auto a bassa emissione.
Le fasce per cui è previsto un contributo sono tre e riguardano le auto che emettono fino a 20 g/km e da 21 a 60 g/Km di CO2, per le quali l’importo rimane invariato rispetto agli interventi statali precedenti e le vetture che emettono fino a 61 g/km di CO2.
In quest’ultimo caso per accedere al bonus è necessario rottamare l’auto.
I contributi concessi per le fasce di emissione 0-20 g/KM e 21-60 g/Km sono rifinanziati con 120 milioni di euro per il 2021.

Questi gli incentivi nel dettaglio:

0-20 g/km (elettriche e ibride ricaricabili all’esterno): 10.000 euro con rottamazione e 8.000 euro senza rottamazione
21-60 g/km (principalmente ibride ricaricabili): 6.500 euro con rottamazione e 3.500 euro senza
61-135 g/km (auto con motore termico): 3.500 euro con rottamazione.

Agevolazioni anche sui veicoli commerciali leggeri N1 e M1 speciali, proporzionali alle emissioni e finanziato con 50 milioni di euro.

Incentivi compatibili con l’acquisto a rate e Isee

La richiesta di incentivi è compatibile con l’acquisto dell’auto a rate.
La legge di Bilancio 2021 prevede poi che, nel caso in cui l’acquisto del veicolo sia subordinato al totale o parziale finanziamento dell’importo, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 6 del D.lgs. n. 141/2010, e l’acquirente può in ogni caso estinguere o surrogare il finanziamento in qualsiasi momento e senza penali.
Infine, un aiuto concreto arriva per le famiglie con Isee inferiore a 30mila euro.
In tal caso chi acquisterà un’auto elettrica (anche in leasing) con prezzo di listino inferiore ai 30mila euro Iva esclusa, gioverà di uno sconto del 40% sul prezzo, fino a esaurimento delle risorse. Termine massimo per l’acquisto è il 31 Dicembre e il bonus non è cumulabile con altri incentivi.

Gli obiettivi da parte dello Stato sono chiari: da un lato sostenere il mercato dell’auto e dall’altro incentivare la mobilità elettrica rinnovando il parco auto presente sul territorio.

Le 5 auto che hanno fatto la storia del cinema e della tv italiana:

Le macchine sportive non sono solo protagoniste del cinema inglese o americano, ma hanno fatto la storia anche delle pellicole italiane.
Auto entrate a far parte dell’immaginario collettivo, che ben rappresentano non solo storie inventate, ma anche la realtà culturale, economica e sociale dei vari periodi.

Ecco, quindi, le 5 auto più famose del cinema nostrano:

- La Lancia Aurelia B24 S de il Sorpasso, capolavoro di Dino Risi con Vittorio Gasmann e Jean Louis Trintignat.
Se a fine anni ‘50 questo modello era il simbolo dell’eleganza e della raffinatezza, grazie al film, si trasforma nell’ideale dell’auto aggressiva e potente.
La macchina è più volte danneggiata durante le riprese proprio da Gasmann ed è stata venduta all’asta per quasi un milione di euro, dimostrazione del forte valore affettivo ed emozionale.

- La Fiat Ritmo, scelta come veicolo in una delle decadi più proficue per il cinema nostrano.
Protagonista di commedie, film d’azione, pellicole drammatiche e serie tv di successo come La Piovra con Michele Placido.
Principalmente presente nelle commedie come Acqua e Sapone con Carlo Verdone e la Sora Lella, ma anche in “Bomber” con Bud Spencer e Jerry Calà e tanti altri bellissimi film del periodo.
La Fiat Ritmo diventa emblema della mobilità italiana degli anni ‘80, ben rappresentata dalle pellicole che hanno divertito intere generazioni e che ancora oggi intrattengono chi ama la commedia italiana.

- E a proposito di commedia, come non menzionare l’Autobianchi Bianchina Berlina, conosciuta meglio come l’auto di Fantozzi?
Un’auto diventata emblema della “nuvoletta” della sfiga, anche se, non ci crederai, in quegli anni era la variante chic della Fiat500.
Tra il 1962 e il 1969 furono prodotti circa 69.000 esemplari.
Al di là della fama cinematografica, la Bianchina era un’auto con una buona abitabilità, affidabile e con finiture curate.

- La Fiat 500 Giardiniera. Chi non ricorda il grande Alberto Sordi nel “Un Borghese piccolo piccolo”?
Con la sua 500 Giovanni-Sordi, forza il blocco per la costruzione della Tangenziale Est per raggiungere il centro di Roma.
La Giardiniera sfida l’ingorgo davanti al Ministero alla ricerca di un parcheggio, rappresentando la follia metropolitana che Monicelli racconta così bene.

- Sicuramente meno blasonata delle precedenti, la Daewoo Nubira, protagonista del film di Aldo, Giovanni e Giacomo “Tre uomini e una gamba”.
L’auto, detta “Il Paradiso della Brugola”, è il mezzo che progressivamente si distrugge, si sporca e viene fiaccato come lo spirito dei tre che la usano per spostarsi da Milano a Gallipoli per un matrimonio che sembra una condanna.
Vivranno diverse esperienze, spesso dentro la macchina, ed è come se l’auto fosse la metafora abbozzata della loro frustrazione prima e della loro libertà tramite la fuga poi.

Constatazione amichevole: dove trovare e come compilare il modulo

Ognuno di noi nella propria auto dovrebbe avere un modulo per la constatazione amichevole.
La speranza è sempre quella che gli incidenti in auto non accadano, ma sappiamo che la realtà è ben diversa.
Quando si tratta di piccoli incidenti, che intaccano solo il veicolo e non le persone, dovremmo essere pronti a tirare fuori dal cruscotto il modulo.
Il Modulo Blu è lo strumento con cui le rispettive assicurazioni possono intervenire risarcendo i danni.
Quindi il Cai attesta la dinamica o la cronistoria di un incidente ed è il modo più semplice per ottenere il giusto indennizzo per il risarcimento danni.

Constatazione amichevole: dove trovare il modulo

Quante volte capita di fare un incidente, di accostare con la macchina in procinto di compilare il modulo e di rendersi conto di esserne sprovvisti?
Il Modulo Blu per la constatazione amichevole di incidente (CAI) è solitamente fornito dalla propria compagnia assicurativa al momento della sottoscrizione di una polizza RC auto.
Si tratta, comunque, di un documento reperibile online sui siti delle diverse compagnie o su piattaforme abilitate.

Come compilare il modulo?

Niente paura, le istruzioni per la compilazione sono riportate sull’ultimo foglio.
Per compilare il CAI è necessario disporre di una serie di documenti personali e inerenti la vettura: il certificato di assicurazione, la patente e il libretto di circolazione, dal quale possono essere tratte tutte le informazioni che vanno inserite nelle tre sezioni principali del documento.
Dopo aver inserito la data, il luogo e l’ora dell’incidente, se ci sono feriti o comunque danni a cose, si passa a registrare i dati delle vetture coinvolte. (seconda sezione)
La parte più importante del modulo è quella che riguarda la dinamica dello scontro, perché permette di attribuire la responsabilità a uno dei soggetti.
Per farlo, in maniera dettagliata, sul foglio è presente uno spazio su cui disegnare la posizione dei veicoli e la strada ed è possibile corredare il Cai con foto.

Entro quanto consegnare il Cai?

Il modulo va compilato e consegnato alla propria compagnia assicurativa entro e non oltre tre giorni dall’accadimento del sinistro.
Ciascuno dei conducenti dei veicoli coinvolti nell'incidente deve presentare una copia firmata da tutte le parti.
Se uno dei soggetti coinvolti dovesse rifiutare di firmare, il danneggiato deve compilare ugualmente il modulo per riportare la propria versione dei fatti in ambito processuale.
Per lo stesso motivo è utile assicurarsi della presenza sulla scena dell’incidente di eventuali testimoni.
Se la constatazione è amichevole, le compagnie non necessitano di verificare le modalità del sinistro e allo scadere dei 30 giorni dalla data dell’incidente, verrà effettuata l’offerta di risarcimento.

Articolo 169 del Codice: come trasportare gli animali in macchina

In Italia il trasporto di animali, gatti o cani, è regolato dalla legge, e precisamente dall’articolo 169 del Codice della Strada.
Gli animali sono ammessi purché custoditi nell’apposita gabbia o contenitore, oppure nel vano posteriore diviso da una rete, perché potrebbero divenire causa di disattenzione da parte del guidatore.
Vediamolo nel dettaglio:
Sui veicoli diversi da quelli autorizzati a norma dell’art. 38 del decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, è vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida. È consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio provinciale della Direzione generale della M.C.T.C.”
Questa norma in pratica ci dice che trasportare animali in auto senza le dovute precauzioni è vietato dalla legge e ci indica tre modi per farlo in regola:

  • Cinture di sicurezza per cani: sono delle imbragature che vengono agganciate alle cinture di cui è dotata l'auto. Vengono vendute in qualsiasi negozio di animali. Queste vanno collegate alle cinture di sicurezza posteriore a tre punti e sono dotate di una pettorina che consentirà al cane di non soffrire per lo sfregamento.
  • Trasportino: la classica gabbietta di plastica con la chiusura di sicurezza. È disponibile in diversi formati, a seconda della grandezza dell’animale in questione. È un dispositivo importante anche in caso di incidente, perché evita che l’animale si faccia male o arrechi un danno al guidatore.
  • Rete divisoria: una rete elastica a maglia larga che divide il bagagliaio dal resto dell’autovettura. L’art. 169 del Codice della Strada inoltre indica che l’istallazione permanente di questa rete deve essere autorizzata dal Dipartimento per i Trasporti Terrestri.
    Il montaggio della rete non limita la capacità di carico e non richiede modifiche alla vettura.

Non dobbiamo sorprenderci della presenza nel codice di un articolo ad hoc, perché molto spesso vediamo animali al posto del passeggero, per dirne una!
Attenzione: chi infrange queste regole rischia una sanzione che può variare da 68 euro a 265 euro, oltre che la decurtazione di un punto dalla patente.
Al di là della legge, quando trasportiamo degli animali in macchina è bene usare il buon senso.
Bisogna comprendere i loro bisogni: non sono abituati a viaggi lunghi e per questo ci viene consigliato di far salire l’animale a motore spento, di non farlo affacciare al finestrino, di avere sempre a portata di mano una ciotola con l’acqua e di fare soste frequenti.

Cinema e auto: i modelli cult

In questi ultimi decenni il cinema ha avuto la capacità di trasformare alcuni modelli di auto in icone della cultura pop.
Queste vetture di fatto assumono il ruolo di veri e propri co-protagonisti dei film in cui sono presenti, rimanendo nella nostra memoria collettiva.

5 modelli di auto che hanno fatto la storia del cinema:

DeLorean DMC-12: una vettura che di certo non ha bisogno di presentazioni. Chi non ha mai desiderato salire, anche solo una volta, nella famosa quanto futuristica macchina del tempo di “Ritorno al futuro”?
Il veicolo è esistito davvero ed è stato l‘unico modello costruito dalla DeLorean Moto Company.
L’auto fu disegnata da Giugiaro, aveva porte ad ali di gabbiano e la carrozzeria in acciaio inossidabile non verniciata.
Purtroppo, non ebbe successo di vendita e la sua produzione cessò addirittura prima dell’uscita del film.
Il motivo? Le prestazioni della DeLorean erano inferiori rispetto ad altri modelli sportivi dell’epoca ed era mediocre dal punto di vista meccanico e dell’affidabilità.

Curiosità: a partire dal prossimo anno questo modello tornerà sul mercato, ma ad un prezzo non proprio accessibile. Prezzo stimato centomila dollari.
Ecto-1
“Ho trovato la macchina. Basta sistemare le sospensioni… la frizione… l’impianto elettrico… la trasmissione… e… la scatola dello sterzo”
“Quanto?”
“Solo 4800 dollari, rifacendo le fasce elastiche, la marmitta e altre sciocchezze”.
Con questo scambio di battute in “Ghostbusters” viene presentata probabilmente l’automobile più strana che abbia mai percorso le strade di New York.
Il modello è una Cadillac Ambulance Miller-Meteor limo-style endloader combination del 1959, versione prodotta dalla Mille- Meteor che aveva la licenza di modificare i veicoli Cadillac nella versione ambulanza, carro funebre e limousine.
In questo caso la ECTO-1 era una versione modificata della combination limousine ambulance, modello usato come ambulanza nei pronto soccorso, a cui vennero aggiunti tantissimi accessori e i caratteristici simboli degli acchiappa fantasmi nelle fiancate.
Curiosità: Le fu cambiato colore per facilitare le riprese notturne.
-BluesMobile, la vettura che accompagnerà i Blues Brothers nella loro missione per conto di Dio, è una Dodge Monaco berlina della polizia datata 1974.
Nel film l’auto viene comperata ad un’asta della polizia in Illinois (per sostituire una Cadillac barattata per un microfono) e dimostra sin da subito le sue altissime prestazioni.
La Dodge Monaco infatti è una versione speciale destinata alle forze di polizia.

Curiosità: Nel film sono state utilizzate 13 distinte auto per rappresentare la Bluesmobile, alcune messe a punto per correre e altre per eseguire manovre particolari.

Herbie
Frutto della fantasia Disney, casa di produzione che l’ha reso protagonista di una intera saga, Herbie è una Volkswagen Typ1 del 1963, detto comunemente Maggiolino. Certo, non è usuale dare un nome proprio a un veicolo, ma Herbie non è un’automobile qualunque.
Herbie ha un’anima ed è col suo numero 53, ben visibile sul cofano, la macchina da corsa più famosa del cinema. 
53 come gli anni che si appresta a compiere.
La prima apparizione di questo maggiolino infatti risale al lontano 1968, ma non sembra essere invecchiato!

Curiosità: a partire dal 1971 la Repubblica Federale Tedesca iniziò a produrre una saga di cinque film con protagonista un maggiolino chiamato Dudu.

ASTON MARTIN BOND DB5
Nella lista di macchine che hanno fatto la storia del cinema mondiale non possiamo non menzionare l’auto che ha accompagnato James Bond, l’agente al servizio di sua maestà, nel 1964 in Goldfinger (L’Aston Martin apparirà in diversi film della saga: Thunderball, Goldeneye, Il domani non muore mai, Il mondo non basta, Casino royale, Skyfall, Spectre).
Tutte le automobili di James Bond sono particolari e questa non fa certo eccezione. Rigorosamente colorata con lo schema di vernice Silver Birch, questa macchina presenta in dotazione mitragliatori, scudo antiproiettile, targhe intercambiabili, fumogeni e tante altre soluzioni per affrontate un viaggio in sicurezza e difendersi dai nemici.
Curiosità: nell’agosto del 2019 una copia della DB5 è stata venduta all’asta di RM Sotheby’s a Monterey (California) per 5 milioni 770 mila euro, ovvero circa 6 milioni 385 mila dollari.
Ci siamo soffermati sui modelli di auto cult del cinema internazionale, nelle prossime news parleremo delle auto che hanno fatto la storia del cinema italiano!