Patente illeggibile: quando richiedere il duplicato

Guidare con la patente illeggibile o rovinata potrebbe comportare il ritiro della stessa da parte delle autorità competenti.

La patente di guida è uno dei documenti più esposti al deterioramento, pensiamo agli uomini che spesso la indossano nelle tasche dei pantaloni.
Sicuramente le patenti di guida cartacee era più soggette all’usura, esse venivano rilasciate dalla Prefettura ed essendo equiparate a veri e propri documenti d’identità, il fatto che fossero illeggibili, portò il Governo a pensare a sanzioni per i trasgressori.
La versione plastificata tende a deteriorarsi ai bordi e a perdere la stampa dei caratteri delle etichette dei rinnovi precedenti.

Quindi, se deteriorata, bisogna chiederne un duplicato, presso un’agenzia di pratiche auto, un’autoscuola o direttamente all’Ufficio della Motorizzazione civile.
Il consiglio è quello di conservarla magari nelle custodie apposite, perché la patente non abilita solo alla giuda, ma è un vero e proprio documento.

La patente è illeggibile quando non si vedono più:
-la foto del possessore
-i dati anagrafici dell’automobilista
-la data di scadenza
-il numero della patente
Come anticipato, in tali casi, il possessore deve richiederne un duplicato.

Come fare richiesta del duplicato?

L’iter da seguire è questo:

-compilare il modello TT2112 scaricabile dal Portale dell’automobilista o  allo sportello della Motorizzazione
-versare 10.20 € per i diritti sul c/c 9001 (presso gli uffici postali e alla Motorizzazione trovi un bollettino prestampato) e 32.00 € per i bolli sul c/c 4028  e  allegare le ricevute del pagamento.
-avere a disposizione due fototessere, una delle quali autenticata
-presentare la foto della patente deteriorata
-presentare un documento d’identità valido

Se la patente è scaduta o scadrà entro sei mesi dalla presentazione della domanda, allora deve essere presentato il certificato medico in bollo e una copia con data non anteriore a 3 mesi, rilasciato da un medico abilitato; così si procederà direttamente al rinnovo della patente di guida.

Inizialmente all’automobilista viene rilasciato un permesso temporaneo alla guida, per circolare fino all’arrivo della nuova patente (di solito entro 45 giorni dal momento in cui si fa la richiesta).

 

Cosa succede se si viene fermati con patente illeggibile?

Il titolare del documento deteriorato potrebbe rischiare il ritiro della patente, infatti la circolare n 98/1999 del Ministero dell’Interno ha conferito alle Forze di Polizia il potere discrezionale di ritirare tutte le patenti ritenute illeggibili. Ciò significa che l’agente che effettua il controllo, è libero di decidere se procedere o meno.

Dopo il ritiro, le autorità trasmettono il documento alla motorizzazione e il titolare si deve presentare in uffici entro 30-40 giorni con un documento idoneo.

In caso di ritiro della patente illeggibile, non sarà necessario rifare l’esame: le autorità trasmetteranno i dati leggibili alla motorizzazione civile e da qui bisognerà seguire l’iter per la richiesta della duplicazione patente per deterioramento.

Buon compleanno semaforo!

Non tutti forse lo sanno, ma in questi giorni ricorre il compleanno del primo semaforo installato in Italia.
Nel 1925 Milano, al pari delle altre città europee, si trovò a dover affrontare numerosi problemi relativi alla viabilità stradale causati dalla sempre più massiccia presenza di veicoli a combustione fossile. Per questo motivo il primo aprile la polizia urbana locale mise in atto un nuovo regolamento per disciplinare la circolazione dei pedoni e dei veicoli.

Tra le varie disposizioni, come ad esempio l’obbligo dei pedoni di camminare sui marciapiedi, vi era poi un'indicazione relativa all’imminente installazione di un nuovo sistema di gestione del traffico:
il movimento dei veicoli e dei pedoni sarà regolato, mediante segnalazioni luminose, con un semaforo centrale”.

Dopo aver visto gli ottimi risultati nelle altre città europee, che avevano già sperimentato positivamente questo sistema, si pensò che anche a Milano, potesse essere la soluzione al traffico cittadino.
Il primo esemplare fu collocato tra piazza del Duomo, via Orefici e via Torino.
All’inizio però la notizia venne accolta con scetticismo e il sistema di regolazione stradale lasciò spiazzati un po’ tutti, sia i cittadini che gli “addetti ai lavori”.
Per esempio, i milanesi rimasero sbalorditi dal giorno scelto per l'inaugurazione, il primo aprile 1925, un mercoledì feriale.
Si era soliti organizzare eventi nei giorni festivi, così che tutti potessero partecipare.
Inoltre, il semaforo non era automatico ed era regolato a distanza dai vigili urbani, impreparati a gestire il nuovo sistema.

Le cronache dell’epoca raccontano di innumerevoli disagi alla circolazione durante il giorno inaugurale. A migliaia si riversarono in strada per vedere all’opera il nuovo strumento, mentre i veicoli sulle carreggiate rimasero bloccati in lunghissime code di due e tre file.
Un repentino passaggio dal verde al rosso causò anche un tamponamento.

Nonostante il disagio iniziale, Milano fece da apripista italiana a questa nuova rivoluzione, estesa poi ad altre città italiane.
Un sistema che ha cambiato per sempre la viabilità cittadina.

Pneumatici con l’etichetta: novità da maggio 2021

A partire dal prossimo maggio sono previste modifiche alle sigle e ai codici che identificano i pneumatici.
La nuova carta d’identità delle gomme auto sarà più chiara e trasparente, con un QR code per accedere al database europeo.

A partire dal 1 maggio 2021 tutti i produttori dovranno adeguarsi al regolamento europeo con lo scopo di fornire al consumatore maggiori informazioni e guidarlo in una scelta più consapevole.
Le novità introdotte si traducono in maggiori informazioni circa la sicurezza, la silenziosità e l’efficienza in termini di consumo carburante.

Sulla nuova etichetta europea sono state riviste le classi di resistenza al rotolamento e di frenata sul bagnato, inoltre il livello di rumorosità verrà indicato con il numero di decibel e le classi A, B e C.

Ulteriori novità con l’inserimento di due pittogrammi che indicano se il pneumatico ha un’aderenza sulla neve conforme alla normativa vigente, riconoscibile grazie al simbolo del fiocco di neve.

Sempre a partire da maggio 2021, queste informazioni dovranno essere disponibili sull’etichetta adesiva anche per i pneumatici dei veicoli commerciali pesanti (Classe C3).
Rimarranno invariate le classificazioni dalla A alla C.
I pneumatici C1 e C2, rispettivamente per auto e furgoni, che per rotolamento e aderenza sul bagnato appartenevano alla classe E, saranno assegnati alla classe D.
Mentre i pneumatici che occupavano le precedenti classi F e G cambieranno in classe E.
consumatori potranno ottenere ulteriori informazioni scansionando il QR code posto nell’angolo in alto a destra dell’etichetta.
Il QR code permetterà di collegarsi al database EPREL (European Product Registry for Energy Labelling), dove sono registrate tutte le schede informative dei prodotti, le date dell’inizio e della fine della produzione dei vari modelli e tutti i valori dell’etichetta.
In particolare le schede informative continueranno a essere inserite dal produttore del penumatico che continuerà a gestire anche l’assegnazione delle classi.
Per es. Continental, sulla base di queste nuove indicazioni, ha annunciato che tutti i pneumatici del nuovo modello saranno conformi al regolamento e consegnati ai clienti con ulteriori specifiche, come il nome della linea e l’European article numbering (EAN).

Insomma l’obiettivo è quello di informare il consumatore sui pneumatici più
efficienti sotto il profilo del consumo carburante e degli spazi di frenata.

Progetto Purifygo: gli autobus che purifica l’aria

Dopo essere stato presentato l’8 febbraio alla regione Marche, il progetto pilota “Purifygo” finalmente è operativo.

Chiamato così dall’unione delle parole “purify” e “go”, questo progetto punta a migliorare la qualità dell’aria coinvolgendo mezzi pubblici.
Ed è proprio dalla Conerobus, azienda di trasporto locale che nasce l’idea, finanziata poi dalla regione Marche con circa 160 milioni di euro.

Il progetto “Purifygo” al momento è in fase di sperimentazione e la durata prevista è di tre mesi. Per realizzarlo la Cornerobus ha dotato quattro dei suoi autobus di linea, tre ad Ancona e uno a Jesi, degli appositi dispositivi chiamati “Hardust” realizzati da Ansaldo Trasporti in grado di filtrare l’aria.

Questi dispositivi contengono due gruppi di filtri indipendenti, che durante la circolazione dei veicoli, sono in grado di catturare i livelli di particolato PM10 e PM 2.5 pulendo di fatto l’aria.

I numeri previsti lasciano ben sperare. Ciascun gruppo filtro è dimensionato per filtrare all’incirca 486.000 litri/h di aria. Se si tiene conto che un autobus è in funzione 12 ore al giorno, la capacità giornaliera di un sistema filtrante può tranquillamente raggiungere i 12 milioni di litri di aria/giorno per autobus.

Ma non solo. Facendo dei semplici calcoli e tenendo conto dei 4 autobus, del loro funzionamento e della durata del periodo sperimentale (tre mesi), arriviamo alla cifra di 4,2 miliardi di litri di aria filtrati.
Numeri davvero incoraggianti!

I dati che progressivamente verranno raccolti saranno monitorati attraverso un sistema cloud. All’interno dei bus sono infatti istallati due Datalogger equipaggiati con schede SIM per l’invio di sms e ogni 15 giorni Conerobus riceverà dei grafici su base giornaliera.

Al termine della sperimentazione i filtri verranno estratti da “Hardust”.
Il CNR (“Istituto di scienze e tecnologia per la mobilità sostenibile”, Napoli) si occuperà di studiare il rapporto tra particolato PM10 e PM 2.5 con l’aria, dati finali saranno inviati alla Regione Marche.

Simulazioni di guida, ecco i 5 videogiochi più amati

Nel campo videoludico uno dei generi più amati è sicuramente quello legato alle simulazioni automobilistiche.
Competitività, giocabilità, divertimento frenetico.
I giochi di guida, a partire dai primi esperimenti su cabinato fino ad arrivare ai prodotti moderni su consolle e pc, hanno da sempre tenuto incollate davanti allo schermo intere generazioni di giovani appassionati.

Ecco la lista di titoli che hanno fatto la storia delle simulazioni auto e che meritano di essere provati almeno una volta nella vita.

Gran Trak 10

Siamo nel 1974 e la storia dei videogiochi è ancora tutta da scrivere, visto che fino a questo momento imperversano sul mercato essenzialmente cloni di Pong. A dare però una forte scossa al mercato video ludico ci penserà Atari, con la produzione di Gran Trak 10.

Universalmente riconosciuto come primo gioco di guida automobilistica, questo titolo rappresenta una pietra miliare del campo video ludico anche per altre motivazioni. Per prima cosa Gran Trak 10 detiene il primato di essere il primo arcade ad utilizzare ROM per immagazzinare dati. Niente di elaborato, solamente una piccola memoria in grado di memorizzare gli sprite dell’auto, i dati della pista e i punteggi salvati.

Un’altra grande novità è la presenza, nel cabinato originale, dei controlli automobilistici. Mai prima di allora erano stati concepiti cabinati con volante, pedali e ben 4 marce.

Il gioco in sé, come è facile immaginare, appare molto semplice.
Una pista bianca vista dall’alto su sfondo nero che occupa tutto lo schermo e in mezzo una macchinina che dovremo guidare attraverso il percorso.

Prima caratteristica che salta subito all’occhio è la totale assenza di macchine avversarie. Lo scopo del gioco infatti è quello di accumulare il maggior numero di punti lungo il tragitto designato. È una sfida contro il tempo, dove il giocatore deve raggiungere dei checkpoint per ottenere tempo extra cercando nel frattempo di evitare le chiazze d’olio lungo il tragitto.

Da notare la totale assenza di musica di sottofondo. Per esaltare il tono simulativo del gioco infatti l’unico rumore presente è il rombo del motore.

Pole position

Arriviamo subito al video gioco di corse automobilistiche probabilmente più importante della storia: Pole position! Pubblicato nel 1982 da Namco e distribuito da Atari, per più di due anni rappresentò il cabinato più richiesto di tutto il mondo video ludico. Un gioco così iconico e rappresentativo che di fatto ha influenzato l’intero genere.

Nato inizialmente come Arcade, chi ha vissuto l’epoca d’oro delle sale giochi di certo lo avrà visto, negli anni successivi ha avuto conversioni per tantissime consolle casalinga: Amstrad CPC, Atari 2600, Atari 5200, Atari 8-bit, BBC Micro, Commodore VIC-20, Commodore 64, MS-DOS, Intellivision, Vectrex, ZX Spectrum. Senza contare gli innumerevoli “cloni” presenti in ogni consolle non ufficiale.

Ma parliamo del gioco.
Il gameplay risulta molto semplice. Una volta iniziata la partita prendiamo il controllo di una coloratissima vettura di Formula 1 (nella versione Arcade è rossa, arancione, viola, blu e azzurra) e ci troviamo a gareggiare nella “Fuji Speedway”, pista realmente esistente ai piedi del monte Fuji in Giappone. La guida del mezzo prevede accelerazione, freno e il cambio tra due marce mentre le fasi di gioco si dividono in:

  • QUALIFICA: Durante la fase di qualifica bisogna terminare un giro completo entro un tempo prestabilito di 120 secondi, stando attenti a non urtare altre macchine o i cartelli pubblicitari (con sponsor reali).
  • GARA: Una volta superata la fase di qualifica si presenta quindi la gara vera e propria. Pronti, partenza, VIA! Le automobili iniziano a sfrecciare e progressivamente la corsa diventa sempre più difficile e con più ostacoli. Alla fine di tre giri il gioco finisce e attribuisce un punteggio alla prestazione.

Out Run


Prodotto dalla giapponese SEGA nel 1986, Out Run è un videogiochi di corse automobilistiche che all’epoca riscosse davvero un enorme successo commerciale. Fluido, coinvolgente e con una grafica davvero notevole questo gioco arcade negli anni successivi vede anche numerose riconversioni per consolle da casa (furono prodotte versioni per Sega Master System, Sega Mega Drive, Game Gear, Commodore 64, Amstrad CPC, Sinclair ZX Spectrum, Standard MSX, Amiga, Atari ST, MS-DOS e PC Engine). Riconversioni che non hanno interessato la Nintendo, all’epoca principale concorrente della SEGA nella famosa “console war”.

Inseriamo un gettone e iniziamo a giocare! Una volta premuto Start ci imbattiamo immediatamente in uno dei veri punti di forza del titolo: la scelta della colonna sonora tra tre proposte: “Magical sound shower”, “Splash wave” e “Passing breeze”.

Tutte e tre composti da Hiroshi “Hiro” Kawaguchi, questi brani regalano all’esperienza un tono meno simulativo e più divertente contribuendo di fatto a rendere questo gioco un vero e proprio cult.

Una volta scelta la musica, possiamo accedere alla schermata di inizio. Ci troviamo a bordo di una finta Ferrari TestaRossa decappottabile con accanto una ragazza bionda seduta vicino a noi, in attesa di partire su una strada piena di palme ai lati (tutto molto anni ’80).

Un’altra caratteristica peculiare del titolo è il gameplay non lineare. Stando ben attenti a evitare il traffico durante il tragitto si presenteranno infatti diversi bivi e sta al pilota scegliere la strada da seguire per raggiungere una delle cinque destinazioni finali. Una volta terminato il gioco, a seconda della destinazione scelta partirà una piccola animazione conclusiva (ironica e leggera) diversa.

Per concludere, OutRun è stato uno dei titoli che ha più rivoluzionato il genere e questo ha dato vita anche a una lunghissima serie di veri e propri cloni, come ad esempio la serie ”Lotus”.

Hard drivin’


Hard Drivin’ è un videogioco arcade, simulatore di guida, pubblicato nel 1989 dalla Atari Games e destinato inizialmente sia alle sale giochi che alle autoscuole. Negli anni successivi furono sviluppate delle conversioni per Amiga, Amstrad CPC, Atari ST, Commodore 64, DOS, Atari Lynx, Sega Mega Drive e ZX Spectrum.  

Iniziamo subito col dire che l’importanza del titolo viene dal fatto che Hard Drivin’ si presenta come primo simulatore di guida dotato di grafica tridimensionale poligonale. Questo videogioco avrà per la storia videoludica grande importanza e, quasi a volerlo rimarcare, anche il cabinato che lo ospita risulta enorme.

Il cabinato, infatti, presenta un vero e proprio abitacolo su cui sedersi ed è dotato dei classici comandi di guida quali volante, pedale di accelerazione e freno. Ma non solo! Infatti per la prima volta vengono aggiunti il pedale della frizione e un cambio a 4 marce più il folle (la maggior parte dei giochi di guida avevano solamente due marce, alta e bassa). Ciliegina sulla torta: la chiavetta di accensione per far partire il gioco.

Il gioco in sé all’epoca risultò avveniristico, anche se a vederlo oggi sembra invecchiato molto male. Un simulatore di guida puro, senza musiche di sottofondo e con una grafica minimale in 3D. Ma è bene ricordare due cose: primo, in un simulatore a uso professionale il comparto grafico passa un po’ in secondo piano e poi, siamo solo nel 1989!

Lo scopo di Hard Drivin’ è quello di terminare un percorso stradale con gallerie e un giro della morte (a dire il vero non troppo realistico) entro un minuto e mezzo. In caso di riuscita il gioco ci regalerà 45 secondi di “Extended play” di 45 secondi per un giro successivo.

Nota a parte, la velocità dell’auto. Essendo nata per essere utilizzata anche nelle autoscuole, la macchina che guideremo in Hard Drivin’  non raggiungerà mai velocità esagerate.

Gran Turismo


È il lontano 1997 e il mondo delle simulazioni di guida sta per essere rivoluzionato da un titolo che non ha davvero bisogno di presentazioni. Il gioco in questione è Gran Turismo, sviluppato da Polyphony Digital e pubblicato da Sony Computer Entertainment per la Playstation. Fu un successo senza precedenti: primo capitolo di una lunga saga, è il videogioco più venduto della storia della prima console targata Sony con oltre 11 milioni di copie vendute nel mondo.

Gran Turismo offre una grafica 3D per l’epoca dei 32 bit veramente fantastica e, a distanza di ormai 24 anni, non sembra invecchiata neanche troppo male. Il vero punto di forza di questa simulazione però è la possibilità di utilizzare oltre 290 veicoli su licenza (veicoli veramente esistenti), ognuno dei quali con caratteristiche tecniche differenti.

Il gameplay offre al giocatore la possibilità di scegliere tra due modalità di gioco: “Arcade” e “Gran Turismo”.

Nella prima modalità il giocatore può scegliere tra un vasto elenco di automobili per partecipare a gare singole e sfidare altri giocatori. La simulazione in Gran Turismo invece è più complessa. Il premio della vittoria è in denaro, che servirà a modificare la propria macchina o a comprarne di più potenti.

Questi sono i cinque titoli che hanno fatto la storia delle simulazioni di corse automobilistiche. Sei d’accordo con questa lista?

Extreme E-racing: si comincia!

Tutto ormai sembra pronto per l’inizio dell’extreme e-racing championship, il nuovo campionato mondiale dedicato alle fuoristrada elettriche.

Dopo varie battute d’arresto causate dalla pandemia finalmente la stagione Extreme E-Racing Championship può incominciare: dieci squadre internazionali in gara con i propri veicoli elettrici nei luoghi più remoti e incontaminati nel mondo.

I partecipanti

Al momento le squadre iscritte alla competizione sono dieci e ognuna di esse dovrà essere composta da un pilota e un copilota di sesso opposto. Da regolamento, proprio per rispettare e garantire parità di genere, durante le gare l’equipaggio dovrà darsi il cambio di ruolo dopo ogni giro.

La lista dei piloti è in continuo aggiornamento e non mancano certo nomi di peso, basti pensare alla presenza di Sébastian Loeb, considerato uno dei più forti piloti della storia. Il numero dei piloti potrà variare, infatti ogni squadra può scegliere fino a tre coppie diverse di piloti durante le cinque gare previste dalla competizione.

Recentemente alla lista delle squadre si è unita anche l’inglese JBXE, gestita dall’ex campione di Formula Uno Jenson Button, il quale farà anche da pilota.

Le tappe dell’extreme e-racing

Questa competizione, che avrebbe dovuto iniziare il 23 gennaio, nasce con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei cambiamenti climatici e di conseguenza la scelta delle tappe non è certo casuale. Cinque appuntamenti in cinque territori incontaminati e remoti che rischiano di essere danneggiate.

Come annunciato recentemente dall’organizzazione, il nuovo calendario fissa l’inizio ufficiale dell’evento il 3 e 4 aprile. La prima tappa, denominata “Desert X-Prix” si terrà in Giordania, nel deserto già patrimonio dell’UNESCO di Wadi Rum, Alula.

A seguire sarà il turno dell’ “Ocean X-Prix”, che vedrà gareggiare i concorrenti il 29 e 30 maggio nei pressi del Lago Rosa di Dakar, in Senegal.

La successiva tappa della competizione si svolgerà tra i fiordi della Groenlandia. Il 28 e 29 agosto appuntamento a Kangerlussuaq, per l’“Artic X-Prix”.

Non poteva certo mancare una tappa dedicata alla foresta amazzonica. Il quarto incontro, previsto per il 24 e 25 ottobre, verrà quindi ospitato in Brasile, precisamente a Parà.

Questa prima stagione dell’ Extreme E-Racing championship terminerà infine con la “Glacier X-Prix”, l’11 e il 12 dicembre, tra i ghiacci della Terra dei Fuochi in Argentina.

Quest’ultimo evento inizialmente doveva, secondo le idee degli organizzatori, essere svolto in Nepal, ma a causa di difficoltà logistiche non è stato possibile.

La competizione

L’ Extreme E-Racing championship presenta dei tratti davvero unici e innovativi. In ognuna delle cinque tappe previste, ogni squadra dovrà compiere due giri del circuito (per una distanza totale di 16 km) e le gare verranno divise in due giornate.

Si inizia il sabato, con due turni di qualifica e un totale di 4 gare.

Qualifica 1: All’inizio gli equipaggi saranno divisi in due gruppi separati mediante sorteggio per dare vita a due gare distinte, gara 1 e gara 2.

Qualifica 2: La prima e la terza classificata di gara 1 verranno abbinate con la seconda e la quarta di gara 2. Stessa logica per la seconda gara di qualifica: la prima e la terza classifica di gara 2 andranno a competere con la seconda e la quarta di gara 1.

Le prime due squadre classificate in entrambe le gare di qualifica 2 potranno accedere alla semifinale 1 mentre le ultime faranno parte di un’altra semifinale, la “Crazy Race”.

Queste due semifinali, assieme alla finale, verranno svolte la domenica seguente.

Semifinale 1: le 4 migliori di qualifica 2 si sfideranno tra loro e solo le prime tre potranno accedere alla finale.

Semifinale 2 (crazy race): Le peggiori di qualifica 2 gareggeranno tra loro. In finale andrà soltanto il vincitore.

Finale: i quattro team qualificati avranno accesso alla gara finale.

La squadra vincente avrà diritto a 20 punti, la seconda a 15, la terza a 10 e la quarta a 5. Chi viene escluso dalla semifinale 1 avrà invece 4 punti, la seconda della Crazy Race 3 punti e poi a scalare 2 e 1 punto per le ultime due.