Prima di partire, fai controllare la tua auto

L’automobile è il mezzo privilegiato per le vacanze, ma onde evitare che il relax tanto sperato si trasformi in una vacanza da incubo, bisogna far controllare l’auto.
Scopriamo insieme in che in che modo è possibile garantire il corretto funzionamento dell’auto e risolvere i tipici problemi della stagione estiva.
Intanto è opportuno accertarsi che la revisione non sia scaduta per evitare multe salate e di aver pagato l’assicurazione, non sarebbe bello, in caso di incidente, vedersi addebitare tutte le spese del danno!

Quando fa caldo, l’elevata temperatura esterna incide negativamente sul funzionamento dell’impianto di calore, quindi bisogna rivolgersi a un professionista che esegua un check-up dell’auto.

Quali sono i controlli da effettuare sull’auto?

  • Eseguire una verifica dell’impianto di raffreddamento: in estate è molto importante che la pompa, il termostato, i sensori e la ventola funzionino correttamente. Infatti, in caso contrario il motore rischia di surriscaldarsi.
    Inoltre bisognerebbe verificare il livello del liquido refrigerante e lo stato dei tubi e delle giunzioni;
  • Montare pneumatici estivi: quelli invernali rischiano di diventare morbidi a contatto con l’asfalto e di consumarsi velocemente; inoltre la rigidità della spalla dello pneumatico rende difficoltose le manovre.
    Il cambio aumenterà il livello di sicurezza in caso di frenate e sarà la scelta più conveniente per il consumo del carburante;
  • Applicare vetri in tinta: la luce diretta del sole può danneggiare le parti interne dell’abitacolo e surriscaldare lo stesso. Per risolvere questi ed altri problemi è possibile applicare un film colorato ai vetri con cui bloccare fino al 99% dei raggi UV. Attento solo a comprare pellicole a norma di legge che garantiscano la trasmissione luminosa;
  • Far controllare il funzionamento del climatizzatore: il troppo calore percepito all’interno dell’auto incide sulla capacità di guida, quindi è bene valutare l’efficienza del sistema di raffreddamento dell’aria;
  • Verificare per ogni evenienza la presenza e lo stato della ruota di scorta;
  • Far sostituire il filtro dell’aria, che andrebbe cambiato ogni 200000 km soprattutto se si è soggetti a problemi respiratori o allergie.

Le operazioni elencate sono solo piccole accortezze che salveranno la tua vacanza dallo stress e dalle spese non previste.
A questo punto non ci resta che augurati buon viaggio!

Le vacanze degli italiani in auto

L’estate sta arrivando e la maggior parte degli italiani lega questa stagione alle vacanze. Certo il coronavirus ha cambiato molte delle nostre abitudini e circa la metà degli italiani dichiara che non andrà in vacanza.
Sono quasi 7 milioni gli italiani che salteranno la pausa estiva perché non hanno disponibilità economica o giorni di ferie, e la percentuale aumenta per le famiglie composte da almeno tre persone.
Sicuramente molti sono scoraggiati dalla situazione attuale temendo di contrarre il virus al di fuori della propria casa o città.

Dove e come andranno gli italiani in vacanza?
La maggior parte privilegerà l’Italia, scegliendo una regione diversa da quella di residenza, sempre che gli spostamenti saranno consentiti.
 L’automobile, di proprietà o a noleggio, è il mezzo di trasporto più gettonato.
Gli italiani preferiscono viaggiare in auto perché è comoda, in quanto permette di caricare tutto il necessario, soprattutto se parliamo di famiglie.
Per di più è considerata il mezzo più sicuro rispetto all’aereo o al treno, potendo limitare i contatti alla propria cerchia di familiari o amici.
 A onor del vero, gli italiani hanno da sempre preferito andare in vacanza in automobile!
Il viaggio può essere programmato in compagnia, prevedendo qualche sosta per riposarsi un po' dalla guida.
Un dato curioso è il fatto che il vacanziere tipo preferisca guidare da solo durante tutto il tragitto, nonostante trovi piacevole avere una persona accanto che al bisogno può sostituirlo.
Gli italiani amano mettersi in viaggio in mattinata, ma non prima dell’alba, sono promotori della partenza intelligente, ma non delle sfacchinate!
In un viaggio in macchina che si rispetti non può mancare la musica, quindi largo alle play list e ai tormentoni estivi da cantare a squarciagola.

Abituati a programmare le vacanze molti mesi prima, questa incertezza un po' ci lascia spiazzati, ma che si tratti di seconde case, di borghi meravigliosi da scoprire, di città italiane da rivedere, sapremo goderci al meglio la nostra estate.
Tu, hai già prenotato le tue vacanze?

Sensori di parcheggio: cosa sono e come funzionano

I sensori di parcheggio sono stati introdotti per preservare la carrozzeria nella fase delicata del parcheggio; sono presenti su quasi tutti i modelli di autovettura, dalle city car a quelle più ingombranti e sono proposti di serie o come optional.

Il moderno design delle vetture, soprattutto di modelli tipo i Suv, ha reso più difficile calcolare l’ingombro del proprio automezzo in fase di posteggio, finendo per colpire accidentalmente degli ostacoli e danneggiare la propria autovettura.

I sensori si sono evoluti nel tempo tanto da diventare uno dei maggiori sistemi di assistenza alla guida e, nascosti nel paraurti, non vanno a incidere sull’aspetto estetico dell’auto.

Come funzionano i sensori?
I sensori di parcheggio sono dispositivi posizionati nel paraurti posteriore o anteriore e inviano onde ultrasoniche a una scheda elettrica, definita controller.
Il controller elabora il messaggio e invia le informazioni a un altoparlante che emette suoni con intensità sempre maggiore via via che ci avviciniamo all’ostacolo. In alternativa, o in combinazione, con il suono alcuni modelli presentano sul cruscotto led luminosi che si accendono.
Come anticipato possono essere anteriori e posteriori, questi ultimi entrano in funzione quando si innesta la retromarcia, infatti man mano che la distanza dall’ostacolo diminuisce, passando da 1,5 metri a 40 cm, il suono si fa sempre più insistente.
 Quasi tutti i nuovi modelli sono provvisti di sistemi di assistenza alla guida, ma se ritieni che il costo sia eccessivo al momento dell’acquisto dell’auto, puoi montare i sensori successivamente.
Infatti una volta scelto l’impianto che ci soddisfa, il montaggio dei sensori non è un’operazione complessa. Gli esperti suggeriscono di verniciarli dello stesso colore del paraurti, mantenendo così l’estetica dell’automezzo.

Come montare i sensori di parcheggio:
Puoi recarti dal tuo elettrauto di fiducia o provvedere personalmente al montaggio.
Ecco come fare:

  • Verniciare i sensori
  • Tracciare con un nastro adesivo e un metro la linea dei sensori, mantenendosi a circa 50- 70 cm da terra.
  • Forare il paraurti nel punto di raccordo con le parti laterali cercando di avere la mano più ferma possibile.
  • Inserire i sensori nei fori realizzati
  • Posizionare la centralina nella parte posteriore dell’autovettura e collegare i vari cavi sensori
  • Una volta decisa la posizione del display sul cruscotto, collegarlo al morsetto della centralina.

Sembra complicato, vero? In realtà troverai tutte le informazioni utili nei vari kit in commercio.
Nella maggior parte di essi il montaggio è via cavo, in tal caso bisogna far passare il cavo dalla parte posteriore dove è situata la centralina al cruscotto, ma sul mercato è possibile acquistare sensori di parcheggio a rete wireless.
In questo caso il display, alimentato a batteria, comunica via onde radio con la centralina.
Molto diffusi negli ultimi anni i sensori elettromagnetici, che si presentano come delle strisce adesive da posizionare all’interno del paraurti.

In definitiva parcheggiare non è stato mai così facile, non credi?

Regole e restrizioni per i neopatentati: ecco cosa dice il codice della strada

Prendere la patente di guida per un ragazzo è un traguardo importante, ma è necessario rispettare una serie di regole e di restrizioni che riguardano sia il tipo di auto da guidare che la velocità.
Tutte le indicazioni sono contenute nell’art. 117 del Codice della Strada che stabilisce che un neopatentato non possa guidare un’auto dove la relazione tra il peso del veicolo e la potenza dello stesso superi i 55 kW per tonnellata.
La potenza massima ammessa è di 70 kW/tara e 95 cavalli.
La pena per il trasgressore è molto severa, infatti prevede 6 mesi di sospensione della patente e una multa che va da un minimo di 152 euro a un massimo di 658 euro.
Come ti anticipavo, le regole e le restrizioni riguardano anche la velocità ammessa: i limiti di velocità partano dal giorno conseguente la patente di guida e sono in vigore per tre anni.
Chi ha preso la patente da poco deve rispettare un limite di 90 km/h sulle strade extraurbane, 100 km/h in autostrada e 50 km/h sulle strade urbane.

La trasgressione è punita con la decurtazione doppia dei punti della patente.
La legge punisce il trasgressore, ma premia gli automobilisti più virtuosi. Il bonus per un neopatentato è di 1 punto per ogni anno senza infrazioni al volante.
Divieti anche per l’assunzione di droghe o di alcool, i neopatentati sono soggetti a tolleranza 0 per i primi tre anni di guida.
Se il tasso alcolemico fosse superiore, le sanzioni sono quelle previste dal codice della strada aumentate di un terzo. Quindi in generale:

  • Tasso alcolemico tra 0,5 e 0,8 grammi/litro, multa da 527 a 2.108 euro e sospensione della patente per 3-6 mesi.
  • Tasso alcolemico tra 0,8 e 1,5 grammi/litro, ammenda da 800 a 3.200 euro e sospensione della patente per 6-12 mesi, con arresto fino a 6 mesi
  • Tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi/litro, multa da 1.500 a 6.000 euro, arresto da 6 mesi a 1 anno e sospensione della patente per 1-2 anni.

Aver preso la patente da poco incide anche sulla scelta del modello dell’auto da acquistare.
Per avere un’idea, è possibile consultare il Portale dell’Automobilista, gestito direttamente dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: basterà inserire la targa del veicolo per sapere se può essere adatto a un neopatentato.
Una classifica delle auto più idonee, sia per quanto riguarda il prezzo che le prestazioni, mette ai primi posti la Fiat Panda, la Fiat 500, la Renault Captur, insomma tutti i veicoli che hanno un rapporto inferiore o uguale a 55 kW/ tonnellata.
Tutte queste restrizioni ti hanno spaventato? Diciamo che il famoso articolo 117 del Codice della Strada è materia di discussione da anni e c’è al varo la possibilità di ammorbidire alcune misure.
Intanto rispetta le regole, mi sembra di aver elencato più di un motivo a favore, no?!

Poesie e motori: i versi dedicati alle automobili

Parlare dell’automobile attraverso la poesia è possibile? Molti sono i poeti italiani e non che hanno scritto versi dedicati all’automobile.

Partiamo dall’esaltazione della velocità propria del Futurismo e Marinetti che in Poesia del Novecento scrive: “Veemente dio d’una razza d’acciaio, automobile ebbrrra di spazio, che scalpiti e frrremi di angoscia, rodendo il morso con striduli denti… Formidabile mostro giapponese, dagli occhi di fucina, nutrito di fiamma e d’oli minerali, avido d’orizzonti e di prede siderali…”

Si racconta che la mattina del 15 ottobre del 1908 il giovane e ricco letterato acquistò una macchina di gran lusso. La scelse perché poteva raggiungere la velocità di 80 km/h.

Qualche ora più tardi la macchina si capovolse in un fossato pieno di acqua, intrappolando Marinetti che riuscì a salvarsi solo grazie all’intervento di alcuni operai.

Nonostante non guidò mai più dopo questa esperienza, la sua passione per le auto rimase la stessa.

Proprio a inizio novecento presero sempre più piede le corse automobilistiche delle quali il Futurismo fu promotore.

Gli autori americani parlano di auto legandola alla bellezza del viaggio, al senso di libertà e al rapporto con una donna.

E.E. Cummings nella poesia She Being Brand (Lei è nuova di zecca) paragona un’auto capricciosa a una giovane donna scrivendo dei versi intrisi di passione.

L’automobile fu il tormento di uno dei più grandi scrittori del novecento Raymond Carver.

Carver era ossessionato dal fatto che la sua auto potesse guastarsi, e questo puntualmente accadeva.

Per lo scrittore l’automobile era simbolo della fuga dai problemi quotidiani.

“… l’auto con le rate che non potevano essere pagate, l’auto ripresa, l’auto in cui si ruppe il perno della frizione, l’auto in attesa nel parcheggio sul retro. Auto dei miei sogni. La mia auto”.

Siamo forse più abituati a leggere poesie che parlano d’amore per le persone, ma avete mai visto come il vero appassionato tratta la sua auto?

Batteria scarica, perché succede

Quante volte ci è capitato di avere la batteria scarica e di non capirne il motivo? Vediamo insieme perché succede.

Cerchiamo di fare chiarezza sui motivi per i quali l’auto non parte e il nostro primo pensiero va alla batteria scarica.

Prima di tutto bisognerebbe capire se la batteria è morta per usura o è l’auto a scaricarla.

Nel primo caso occorrerà controllare la data di installazione del pezzo, di solito il rivenditore la scrive sulla batteria stessa. Tenete presente che una batteria in buone condizioni durerà dai 3 ai 5 anni.

Purtroppo ci sono casi in cui, anche se nuova, tende a scaricarsi.

Un tamponamento, un incidente o una buca presa a troppa velocità possono esserne la causa.

Infatti essa è costituita da materiali leggeri e delicati, quindi basta poco per comprometterne l’integrità.

Un alternatore malfunzionante o difettoso che non riesce a fornire carica continua può essere causa di batteria scarica.

Escluse queste possibilità, occorre fare il test di assorbimento della corrente, per capire quale dispositivo elettrico sta consumando la sua energia.  A me per esempio è capitato con le 4 frecce lasciate accese.

Spesso, soprattutto se l’auto è usata da più persone, la causa può essere rintracciata nelle cattive abitudini, quali tenere lo stereo acceso con la macchina ferma.

Una delle cose più divertenti viste nell’ultimo periodo è un’immagine in cui chiaramente un’automobilista da l’ultimo saluto alla sua batteria morta a causa dei giorni di reclusione dovuti al Covid-19.

Comunque l’equazione macchina che non parte uguale batteria scarica, non è sempre veritiera.

Da tenere in considerazione anche altri tipi di problemi legati alle candele sporche, al motore di avviamento o alla pompa del carburante.