Come profumare l'auto con deodoranti naturali

La funzione del deodorante per auto è quella di eliminare gli odori e profumare l’abitacolo. Spesso però i deodoranti industriali sono troppo forti ed essendo prodotti con sostanze chimiche generano reazioni allergiche. Quindi è sempre più diffusa la pratica di profumare l’auto con deodoranti naturali. Basterà avere a disposizione alcuni fondamentali per creare il proprio, magari personalizzandolo utilizzando l’essenza che ci piace di più. Qualche consiglio utile su come profumare l’auto con deodoranti naturali.

L’occorrente:

  • Bicarbonato
  • Sale grosso
  • Buccia di limone o arancia
  • Olii essenziali
  • Un sacchetto di stoffa o dei collant

Con la stoffa o i collant create un sacchetto nel quale inserire dei fiori essiccati, delle foglie di tè o anche una bustina di quest’ultimo, potrete rivitalizzare il loro profumo nel tempo bagnandoli di tanto in tanto con qualche goccia di olio essenziale. Ottima soluzione quella di utilizzare nell’abitacolo gli stessi sacchetti profumati che siamo soliti mettere nell’armadio. Potreste poi frullare del bicarbonato di sodio, dal forte potere assorbente, con le scorze di limone o arancia e del sale grosso e inserire il composto nel sacchetto. Facilmente reperibili in commercio sono le palline di legno da profumare con l’essenza prediletta, inoltre ci sono legni come il cedro o il sandalo che presentano già un’intensa profumazione. Avete a disposizione un flacone spray? Riempitelo di acqua profumata e spruzzatelo nell’abitacolo, il risultato sarà una profumazione molto delicata.

Coronavirus, il mondo dell'auto si riconverte

Il mondo dell’auto riconverte la sua produzione: ecco tutte le imprese italiane e non che hanno iniziato a produrre mascherine, ventilatori e sistemi per la protezione.

In un periodo in cui ciò che pensavamo fosse importante viene meno e la richiesta di cose che davamo per scontate cala inesorabilmente di fronte alle statistiche e alla realtà, il mondo dell’auto non può esimersi dal contribuire a migliorare la situazione.

Il capo della Protezione Civile Borrelli, in un’intervista rilasciata il 24 marzo, ha quantificato la necessità di avere a disposizione circa 90 milioni di mascherine al mese.

Quindi c’è bisogno dell’impegno di tutti.

Qualche esempio dal mondo dell’auto.

Fca riconvertirà uno stabilimento in Cina per produrre mascherine facciali, arrivando a crearne oltre un milione al mese destinate agli operatori sanitari.

Gli ingegneri di Fca e Ferrari collaborano attivamente con Siare Engineering, l’unica azienda italiana produttrice di ventilatori polmonari, per aumentarne la produzione.

Lamborghini ha adibito alcuni reparti del suo stabilimento alla creazione di mascherine, realizzandone circa 1000 al giorno impegnando operatrici e operatori di selleria.

Allo stesso modo saranno realizzate visiere protettive mediche in policarbonato, nel numero di circa 200 al giorno.

“Questo è un momento davvero critico per l’America e per il mondo intero. È un momento di azione e cooperazione. Unendoci in più settori, possiamo fare davvero la differenza per le persone bisognose e per quelle in prima linea in questa crisi - ha dichiarato Bill Ford - Alla Ford sentiamo un profondo obbligo di intensificare la nostra attività e contribuire concretamente nei momenti di necessità, proprio come abbiamo sempre fatto nei 117 anni di storia della nostra azienda.”

Così la Ford è in trattiva con il governo Trump per la fabbricazione di nuovi macchinari sanitari e mascherine.

In Gran Bretagna, il Governo ha chiesto ai produttori di auto locali di impegnarsi nella fornitura di respiratori per i pazienti ricoverati data l’emergenza innescata dal Covid-19.

La Casa automobilistica di Shenzhen, la BYD Auto, ha confermato che da fine gennaio produce mascherine e disinfettanti per le mani, circa 300mila bottigliette al giorno.

La BYD già leader nella produzione di auto ha oggi un altro primato, quello nella produzione di maschere protettive: infatti ne produce circa 5 milioni al giorno.

Crollo dei furti d’auto durante il coronavirus

Sarà anche una magra consolazione, ma durante il mese di marzo è stato registrato un crollo dei furti d’auto.

I furti d’auto, dopo anni di flessione positiva, nel 2018 sono ripresi con grande vigore. Le regioni più colpite sono state la Campania, il Lazio e la Lombardia e le auto più rubate i Suv, le Fiat Panda, le 500 e le Lancia Y. I ladri si adeguano alle richieste del mercato, rubando le auto più diffuse o con i ricambi più richiesti.

Gli stratagemmi usati sono molti e tecnologici, per esempio l’uso di una chiave con la quale forzare la portiera e accedere alle informazioni del transponder così da ricreare la chiave giusta; oppure attraverso il cosiddetto “relay attack”: il ladro in tal modo non forza la portiera, ma deve solo captare il segnale della chiave elettrica. In questo periodo oltre ad aspetti negativi che incidono pesantemente sulla nostra normalità, qualche buona notizia ci arriva dal mondo delle automobili.

Dal giorno successivo all’emissione del decreto Cura Italia è stato registrato un crollo del 85% dei furti d’auto rispetto alla media settimanale dello scorso anno. Il dato ci viene confermato dai risultati di una ricerca di Targa Telematics ed è riferito alle auto appartenenti alle flotte aziendali e a quelle a noleggio a breve termine.

“Evidentemente queste misure sono riuscite a disincentivare alcuni comportamenti criminali, uno degli unici vantaggi legati a questa situazione di cui poi ci auguriamo di continuare a godere, almeno in parte, quando torneremo alla normalità”. – commenta Nicola De Mattia, amministratore delegato di Targa Telematics. Il decremento è costante in tutte le regioni italiane e sono state registrate intere giornate con assenza di furti.

Targa personalizzata: cosa fare per ottenerla

La personalizzazione delle targhe auto è lecita in molti stati, tra cui gli Usa, gli Emirati Arabi, la Germania e l’Australia.

Negli Usa ad esempio, ognuno dei 50 stati ha la propria targa, che può essere personalizzata con le caratteristiche della zona: cactus e deserto per il Nevada, spiagge e palme per la California e ora emoji per il Vermont.

La proposta di legge della deputata Rebecca White prevede l’utilizzo di 6 tra le faccine che giornalmente utilizziamo per comunicare qualcosa, anche se non si sa ancora quali saranno le prescelte!

Gli emoticon potranno essere aggiunti alla sequenza casuale generata dalla motorizzazione.

Ovviamente la modifica avrà un costo e genererà un guadagno per le casse dello stato.

Tutto questo può sembrare stravagante, ma non lo è più di tanto se pensiamo che una decina di anni fa un emirato arabo di Abu Dhabi pagò la cifra astronomica di 14 milioni di dollari per avere la propria targa con il numero 1.

Come ottenere una targa personalizzata in Italia

Come funziona invece nel nostro paese?

Anche in Italia è possibile richiedere la propria targa personalizzata al Dipartimento dei Trasporti Terrestri, pur con molte limitazioni dettate proprio dal sistema della sigla alfanumerica previsto dalla normativa vigente.

Le targhe personalizzate conservano la stessa struttura di quelle tradizionali, con due lettere, seguite da tre numeri e da altre due lettere.

L’articolo 100 del Codice della Strada disciplina tale richiesta.

A incrementare i limiti e far demordere dalla personalizzazione il fatto che non possano essere utilizzate le lettere Q, I, O e U in quanto facilmente confondibili e che la sequenza alfanumerica non possa cominciare con le lettere X, Y e Z.

Il costo da sostenere è di circa € 150 per un veicolo da immatricolare e la cifra sale per un veicolo già in circolazione.

Questo tipo di soluzione potrebbe avere benefici per gli introiti dello Stato, ma in realtà in Italia la personalizzazione delle targhe auto è ancora molto lontana.

A te piacerebbe questa idea?

Graffi sulla carrozzeria: ecco come eliminarli

Una piccola guida su come eliminare i graffi dalla carrozzeria

Utilizzare quotidianamente la propria automobile la espone a diversi rischi che spaventano particolarmente l’automobilista, tra i quali quello dei graffi.

A chi non piacerebbe avere la propria auto sempre in perfette condizioni?

In commercio esistono prodotti come il polish protettivo, ovvero una cera che oltre a lucidare l’auto, crea uno strato protettivo antigraffio sulla carrozzeria.

Purtroppo ammaccature prodotte da pietre o sassi, parcheggi affrettati, carrelli della spesa appoggiati maldestramente possono arrecare dei danni per i quali non sempre è auspicabile l’intervento di un carrozziere.

Ecco una piccola guida su come ovviare all’antiestetico problema del “graffio”.

- Lavare l’automobile
Lavare l’automobile permette di individuare nettamente la presenza di graffi e pulire via lo sporco che si è accumulato nel solco del graffio stesso.

- Valutare la profondità del graffio
Questa è un’azione molto semplice da compiere, basterà toccare i graffi con le dita per rendersene conto.

- Utilizzare pasta abrasiva per auto e cotone
Una volta che è stata valutata la profondità del danno, sarà possibile utilizzare della pasta abrasiva a grana fina. Attraverso l’azione abrasiva di questa sostanza le parti di vernice sana sono sospinte nei solchi dei graffi eliminando il danno. Affinchè l’utilizzo della pasta abrasiva sia utile è importante non solo che la macchina sia pulita ma anche asciutta. Inoltre è bene non fare troppa pressione nel passaggio data la sua proprietà abrasiva e strofinare la parte con un movimento circolare.

- Utilizzare la vernice con un pennello fino
Se ci rendiamo conto che il solco è troppo profondo, possiamo optare per la vernice. Nella maggior parte dei casi collocato all’interno della portiera, c’è il codice che identifica il colore della nostra autovettura, così non rischiamo di sbagliare vernice.

- Pulire e lucidare
Pulire con attenzione la zona sulla quale siamo intervenuti e lucidare così da eliminare eventuali residui.

Uno dei prodotti più in voga dell’ultimo periodo è il pennello elimina graffi, che però più che eliminare, colora il graffio. In realtà quindi il problema rimane.

Se tutte le azioni consigliate non dovessero funzionare, non rimane che portare l’auto da un carrozziere, con buona pace del nostro portafogli!